Storia e modernità del Piceno nei vini de Il Conte Villa Prandone

di Gian Omar Bison

Degustazione delle referenze più significative dell’azienda fondata degli anni Cinquanta da Amilcare De Angelis in provincia di Ascoli Piceno.

Il Conte Villa Prandone muove i primi passi negli anni cinquanta del secolo scorso, quando Amilcare De Angelis mette a dimora sette ettari di vigneto in mezzadria sui colli di Monteprandone lungo Contrada Collenavicchio in provincia di Ascoli Piceno. Un’area che poggia su un terreno argilloso-calcareo di medio impasto a metà tra il mare Adriatico a est e i monti Sibillini a ovest dove s’incontrano le brezze marine, lo scirocco e le correnti montane.

Nel 1988 il figlio Marino rileva l’attività, registrandola con l’attuale nome: Il Conte Villa Prandone, un omaggio al capostipite della famiglia, soprannominato ‘Lu Kont’, ‘il conte’ in dialetto marchigiano. Si racconta, infatti, che Amilcare discendesse da una famiglia di conti proprietari terrieri che andò poi a scomparire a seguito di varie guerre e divisioni. L’amore per la campagna, la passione per il lavoro in vigna e in cantina hanno attraversato le generazioni fino a coinvolgere i figli di Marino che oggi affiancano il padre nella gestione aziendale: Walter e Samuel curano il vigneto, Emmanuel svolge il ruolo di enologo e responsabile commerciale mentre Marina è responsabile amministrativa.

LA VOCAZIONE AI ROSSI
Oggi gli ettari vitati sono 50 (15 in affitto) per una produzione di circa 250mila bottiglie l’anno. I vitigni scelti sono per lo più autoctoni: pecorino e passerina per i bianchi, montepulciano e sangiovese per i rossi e piccoli appezzamenti di merlot, lacrima, tannat, trebbiano, malvasia, sauvignon e chardonnay.

Insieme i De Angelis hanno colto l’eredità dei predecessori e definito un nuovo percorso enologico. Ne è un esempio la nuova annata 2019 del IX Prandone uscita a settembre, frutto di un’accurata selezione di uve merlot, vinificata e affinata tra vasche di cemento e botti di rovere per almeno 30 mesi. IX Prandone è prodotto solo nelle annate migliori e in quantità estremamente limitate e rientra nella linea premium dell’azienda insieme a LuKont Marche Rosso IGP e a Marinus Rosso Piceno Superiore DOP, da uve selezionate di varietà montepulciano e sangiovese.

La distribuzione dei vini de Il Conte Villa Prandone si concentra per il 90% sul canale horeca e la vendita diretta, con una ripartizione del 35% sul mercato italiano e del 65% sul mercato estero, diviso tra nord America (Stati Uniti e Canada), Cina, Australia, UK, Irlanda, Francia, Svizzera, Olanda, Belgio, Romania, Slovacchia, Repubblica Ceca e Germania.

ATTENZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE
La superficie vitata circonda la storica sede della cantina cui si è aggiunta la nuova opera architettonica di 1.000 metri quadri strutturata su due livelli. Un ampliamento in grado di coniugare efficienza e sostenibilità, grazie a un impianto fotovoltaico posto sui tetti dell’azienda e volto all’autoconsumo elettrico, a un sistema di recupero delle acque piovane, alla predilezione per l’utilizzo di materiali locali e alla perfetta coibentazione che mantiene stabili le temperature degli ambienti durante tutto l’anno.

La filosofia produttiva dell’azienda deriva dalla mezzadria ed è basata sulle tradizioni tramandate da tre generazioni che da sempre sostengono una seria politica di qualità e sostenibilità ambientale. In vigna, infatti, non si utilizzano pesticidi chimici di sintesi e non si pratica il diserbo.

L’impegno per il territorio de Il Conte Villa Prandone non si esaurisce in vigna spingendosi oltre il settore produttivo di appartenenza. L’azienda difatti ospita iniziative culturali, mostre di artisti locali ed eventi gastronomici con chef o produttori tipici.

NOTE DI DEGUSTAZIONE
Lu Kont 2018, Marche Rosso Igp
Uvaggio: montepulciano 100%
Vinificazione: pigiatura soffice delle uve, macerazione in tini di acciaio con follatura manuale e fermentazione a temperatura controllata
Affinamento: barriques di rovere per 15 mesi, 12 mesi in vasca di cemento e almeno 6 in bottiglia

Montepulciano di grande struttura prodotto in 3.000 esemplari. Il colore è rosso rubino vivace il calice è consistente. Al naso svettano sentori di liquirizia e frutti di bosco a bacca rossa, tabacco, sottobosco. In bocca è fine e abbastanza armonico. L’alcol si sente bene, meno i tannini; di grande acidità. È un vino robusto, intenso e di buona persistenza. Pronto lo stato evolutivo. Un vino con una capacità di invecchiamento di decenni. Si accompagna con cacciagione e carni nobili. Piacevole anche come vino da meditazione.

Marinus 2017, Rosso Piceno Superiore Dop
Uvaggio: montepulciano (70%) e sangiovese (30%)
Vinificazione: 12 – 18 giorni di macerazione sulle bucce ina acciaio
Affinamento: tre mesi di acciaio e 12 mesi in botte di legno di rovere

Incluso nella top 100 del 2020 di Wine Spectator, il vino nasce da uve rosse selezionate di varietà montepulciano e sangiovese. Il colore è rosso rubino intenso, profondo ma vivace. Al naso si distingue per i sentori di piccoli frutti rossi, ribes e lampone, quasi marmellata. Yogurt al mirtillo. In bocca si rivela leggermente tannico, di ottimo corpo sapido, lungo e vellutato. È robusto e intenso, fine ed equilibrato. Maturo ma di grande prospettiva. Vino da arrosti, carni ai ferri, cacciagione e formaggi stagionati.

Navicchio 2021, Offida Pecorino Docg
Uvaggio: pecorino 100%
Vinificazione: breve macerazione sulle bucce
Affinamento: cemento e anfora

Dopo una breve macerazione con le bucce, la vinificazione e l’affinamento avvengono in cemento e anfora. Il colore è giallo luminoso, tendente al dorato. Il bouquet è ampio e pronunciato: fruttato in particolare di agrumi e frutta esotica, poi spezie, canditi e crosta di pane; erbaceo di fieno e lieve sentore di idrocarburi. E un vino maturo nonostante possa invecchiare a lungo. In bocca svetta la freschezza quasi sferzante. È aromatico e abbastanza fine, di buona persistenza. Si abbina perfettamente a piatti di pesce importanti ed elaborati, zuppe di pesce, preparazioni a base di animali da cortile con erbe aromatiche.