Vino, birra e spirits: via libera a health warning in Irlanda

di redazione

La Commissione Europea ha fatto scadere il periodo di moratoria senza opposizioni, nonostante i pareri contrari di Italia, Francia e Spagna e altri sei Paesi Ue. UIV: “precedente pericoloso”. Appello di Federvini al Governo.

Agli annunci sono seguiti i provvedimenti attuativi. E ora l’Irlanda – in aperto contrasto con le deliberazioni condivise su scala comunitaria – ha avviato il processo per rendere obbligatori gli health warning per vino, birra e liquori.

Con il benestare della Commissione, l’Irlanda potrà dunque imporre sulle etichette degli alcolici avvertenze come “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati“.

La norma – notificata a giugno alla Commissione Europea – è stata avvallata (evidentemente non per una svista) dall’organo esecutivo europeo che ne ha fatto scadere il periodo di moratoria senza opposizioni. E questo nonostante i pareri contrari di Italia, Francia e Spagna e altri sei Paesi Ue.

Ora dunque si verifica un precedente “pericoloso” per il marketing dei prodotti alcolici.

UIV: “PRECEDENTE PERICOLOSO”
Il silenzio assenso di Bruxelles a Dublino rappresenta una pericolosa fuga in avanti da parte di un Paese membro – è il commento del presidente di Unione Italiana Vini Lamberto FrescobaldiSecondo UIV, il mancato intervento della Commissione europea mette a repentaglio il principio di libera circolazione delle merci in ambito comunitario e segna un precedente estremamente pericoloso in tema di etichettatura di messaggi allarmistici sul consumo di vino. Temiamo che la Direzione generale per la Salute voglia adottare nei prossimi mesi questo approccio a livello europeo, lasciando nel frattempo libera iniziativa ai singoli Paesi membri, al fine di sdoganare sistemi adottati senza un previo dibattito pubblico a livello europeo”.
I fatti di oggi – conclude Frescobaldi – “segnano uno scenario paradossale e ingovernabile, fatto di una babele di etichette all’interno dell’Unione Europea che purtroppo non risolvono il problema dell’alcolismo, che dovrebbe essere basato su un approccio responsabile nei consumi di prodotti molto diversi tra loro”.

FEDERVINI: “DISCRIMINATORIA E SPROPORZIONATA”
Una normativa unilaterale, discriminatoria e sproporzionata”, è il commento della presidente di Federvini Micaela Pallini alla notizia del via libera all’applicazione di messaggi demonizzanti sul rapporto tra alcol e salute su tutte le bevande alcoliche in Irlanda.
Un sistema unilaterale – aggiunge – che spacca il mercato unico europeo, una modalità discriminatoria perché non distingue tra abuso e consumo e criminalizza prodotti della nostra civiltà mediterranea senza apportare misurabili ed effettivi benefici nella lotta contro il consumo irresponsabile”.
Federvini lancia un appello al Governo italiano perché si attivi quanto prima “per studiare ogni azione possibile, nessuna esclusa, per osteggiare una norma che contrasta con il buon senso e la realtà. Forse è giunta l’ora che il tema venga trattato a livello politico in ambito UE, non da soli ma con i partner europei che hanno già manifestato gravi perplessità su questo tipo di normativa. È necessario una presa di posizione di fronte al mutismo della Commissione Europea”.