Moser presenta Blauen, 3000 bottiglie per il top di gamma

di Stefano Parisi

La cantina trentina rilanciata dal campione del ciclismo Francesco Moser e dai suoi figli dà vita a un nuovo gioiello. Un metodo classico prodotto da pinot nero che punta su tradizione ed eleganza. 

Innovare nel segno della continuità. È questa la sfida che ha portato Moser a dare vita al Blauen Blanc de Noirs 2015, nuovo prodotto che si colloca al top della gamma dei metodo classico della cantina trentina e che ha la caratteristica di uscire sul mercato un anno dopo la sboccatura.

Si tratta di un vino “che racconta la nostra passione vignaiola“, sottolinea Matteo Moser, enologo e agronomo della società. Le uve pinot nero provengono da un unico vigneto, il Dòs dei Cedri, da vigne degli anni ‘80 allevate a pergola trentina. Si tratta di un terreno “particolarmente vocato, situato sulle colline di Trento a 350m sul livello del mare“. Moser vinifica il pinot nero in acciaio prima di farlo riposare in bottiglia per un lungo periodo di affinamento. “Questo ci permette di valorizzare le caratteristiche del territorio e mantenere inalterate le proprietà organolettiche tipiche del vitigno. Il Blauen è nato sotto una buona stella e ci sta già dando molte soddisfazioni”.

Francesco Moser con i figli

Francesco Moser con i figli

Il nuovo arrivato va a collocarsi accanto al 51,151, il primo metodo classico prodotto dalla famiglia nel 1984, la cui etichetta celebra il record dell’ora di Francesco Moser nello stesso anno e al Brut Nature (entrambi prodotti con uve chardonnay) e infine al Rosé Extra Brut Millesimato, prodotto invece da pinot nero proprio come il Blauen.

Questo Blanc de Noirs è pensato per essere il top di gamma della cantina, uno spumante che verrà realizzato non tutti gli anni per un quantitativo non superiore alle 3.000 bottiglie (numero che dipende anche dalla scelta di aspettare un anno dopo la sboccatura prima della commercializzazione) e un prezzo in Horeca stimato tra gli 80 e 90 euro.

Il Trentodoc Blanc de Noirs 2015 è un vino a cui teniamo molto – spiega Carlo Moser, oggi al timone dell’azienda – È frutto della nostra esperienza di oltre trent’anni nella spumantistica e di una meticolosa ed instancabile dedizione, sia in vigna che nei lunghi anni di affinamento in cantina”. Il nome evoca gli acini di Blauburgunder (termine tedesco per pinot nero). “Il contrasto tra i toni blu scuri violacei dell’uva e il giallo paglierino con riflessi bronzei del vino ci ha dato l’ispirazione per la costruzione della nostra etichetta, che simboleggia la luce nel buio, la stella nella notte, il Blanc De Noirs“.

Le uve pinot nero del Dòs dei Cedri, selezionate con cura e vendemmiate a mano, vengono spremute intere con pressatura soffice e selezione del mosto fiore. Il mosto viene vinificato senza fermentazione malolattica in vasche d’acciaio Inox fino al momento del tiraggio, per poi proseguire l’affinamento in bottiglia su lieviti selezionati per un periodo di 72 mesi. Il vino riposa un ulteriore anno in bottiglia prima di essere messo in commercio.