Vino in gdo, il Prosecco perde oltre 6 milioni di litri e 12,2 milioni di euro

di redazione

I dati del mercato del vino nella distribuzione moderna Italia che emergono da una ricerca Circana per Vinitaly mostrano una netta flessione di rossi (Barbera e Nero d’Avola su tutti) e spumanti, con le bollicine venete che rimangono sotto i 47 milioni di litri con un -3,6% a volume. Scenario completo alla tavola rotonda del 3 aprile a Verona.

Brusca frenata del Prosecco in gdo nel 2022, dopo un 2021 oltre ogni record. Se infatti le bollicine del nordest rimangono saldamente in testa alla classifica dei best seller nella grande distribuzione italiana, chiudendo il 2022 con 46,8 milioni di litri venduti e dunque quasi triplicando i 17,6 milioni del Chianti, rispetto al brillantissimo 2021 lasciano sul terreno il 3,6% a valore (circa 12,2 milioni di euro) e quasi 6,4 milioni di litri (imbottigliato 0,75 litri).

Anche i Metodo classico (italiani e non, Champagne inclusi) perdono terreno, co un -6% a valore (circa 2 milioni di euro) e -12,6% a volume.

Sono dunque le bollicine – se si escludono i prodotti super basic – a soffrire di più nel 2022 secondo le anticipazioni della ricerca che verrà presentata al Vinitaly dall’istituto di ricerca Circana (già IRI), in occasione della 19. tavola rotonda su Vino e distribuzione moderna organizzata da Veronafiere.

Il 2022 – si legge nella nota diffusa da Vinitaly – è stato un anno difficile anche per il mercato del vino nella gdo a causa degli aumenti di costo delle produzioni e dei prezzi al pubblico. E il 2023 potrebbe essere ancora un anno complesso per i volumi, a causa del pieno manifestarsi degli effetti legati al prezzo, ma potrebbe anche verificarsi un recupero nel secondo semestre, se l’inflazione calerà e se le promozioni diventeranno più incisive”.

circana vini 2022 in gdo

i dati dell’indagine Circana per Vinitaly sul vino in gdo

CEDONO I ROSSI E IL PROSECCO
I dati dell’intero comparto vino mostrano una flessione, a volume, del 5,4%, con i vini rossi a -7% e gli spumanti a -4,7% (è appunto il Prosecco a perdere più terreno, tanto che scorporandolo le bollicine lasciano sul terreno solo lo 0,2%).

Tra i rossi le performance peggiori sono della Barbera, che lascia sul terreno quasi 1,2 milioni di litri (-11,2% a volume), la Bonarda con oltre 900mila litri (-11%) e il Nero d’Avola che perde circa un milione di bottiglie (-11,3%).

Lo scenario geo-politico e le conseguenze sui prezzi hanno generato effetti non marginali sulle vendite”, osserva Virgilio Romano, business insight director di Circana. E subito rassicura dicendo “che hanno resistito evitando un tracollo. La fine del Covid potrebbe dare più certezze a tutti. Senza drammatici ulteriori aumenti dei prezzi, le Cantine e la Distribuzione potranno tornare a confrontarsi sulla base delle scelte aziendali e delle strategie di medio-lungo periodo”.

i dati dell'indagine Circana per Vinitaly sul vino in gdo

la classifica dei vini best seller in gdo nell’indagine Circana per Vinitaly

PROSECCO IN TESTA PER VOLUMI, RIBOLLA EMERGENTE TOP
Un’anteprima della ricerca presenta i dati generali delle vendite nell’anno 2022, la classifica dei vini e spumanti più venduti (a volume) sugli scaffali della gdo e la classifica dei vini “emergenti” (a valore).

Sul podio il Prosecco (Veneto e Friuli V.G.) con 46 milioni di litri venduti, il Chianti (Toscana) con 17 milioni di litri, il Lambrusco (Emilia Romagna) con quasi 17 milioni di litri. Si fanno notare le buone performance del Nero d’Avola (Sicilia) al 10. posto con quasi 8 milioni di litri, il Pignoletto (Emilia Romagna) al 12. posto con 6 milioni di litri, il Primitivo (Puglia) al 13. posto con quasi 6 milioni di litri.

La classifica dei vini “emergenti”, cioè quelli col maggior tasso di crescita rispetto all’anno precedente, elaborata a valore, mostra sul podio Ribolla (Friuli Venezia Giulia) con +12%, Muller Thurgau (Trentino Alto Adige) con +10%, Vermentino (Sardegna, Liguria, Toscana) con +9,9%.

Da notare i buoni piazzamenti in questa speciale classifica di Vernaccia (Toscana), Orvieto (Umbria, Lazio) e Nebbiolo (Piemonte, Lombardia).

 

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