Vendemmia 2023 in Veneto: annata complessa, ma produzione in crescita

di redazione

Il focus di Regione Veneto e Veneto Agricoltura sulla vendemmia 2023 in Italia, Francia e Spagna prevede un’annata complessa. In Veneto produzione in crescita del +6%, ma pesano i danni da maltempo.

Quella del 2023 sarà un’annata complessa per la vendemmia in Veneto, dove, a fianco di una produzione in crescita in diverse aree, peserà per altre il ruolo negativo giocato dagli eventi atmosferici estremi e dall’aumento delle malattie fungine a danno delle piante.

Nonostante questo, la qualità delle uve si prevede buona, seppur non eccezionale, con rese produttive in aumento di qualche punto percentuale sul 2022 per quasi tutte le cultivar. Anche le quantità complessive risultano in leggera crescita rispetto al 2022 per i principali vitigni e areali produttivi, vista anche l’entrata in produzione di nuove superfici vitate.

Tuttavia, in alcune zone si registrano ingenti perdite di prodotto, anche fino al -20%, a causa di eventi grandigeni particolarmente violenti.

Buona la produzione in Veneto, con una crescita media del +5/6%.

Le proiezioni sulla vendemmia 2023 emergono dal tradizionale focus del Trittico Vitivinicolo Veneto promosso da Regione del Veneto e Veneto Agricoltura con Avepa, Arpav, Crea-Ve e Uvive, dedicato al Veneto, al Nord Est, alle principali regioni vitivinicole italiane (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia e Sicilia), a Francia e Spagna.

Per l’avvio della raccolta, c’è un generale ritardo di circa 7-10 giorni sulle consuete date: nello specifico, in Veneto si parte ufficialmente l’ultima settimana di agosto con,  tra le altre, le uve Pinot e Chardonnay per base spumante; Glera (Prosecco) il 15 settembre, Merlot il 17, Corvina il 20, Garganega il 25.

Sempre di più – evidenzia il direttore di Veneto Agricoltura Nicola Dell’Acquadovremo affrontare tematiche relative ad eventi meteorologici estremi: si ripresenteranno annate siccitose, come il 2022, o annate particolarmente piovose come quest’anno. La viticoltura regionale e italiana sta però dimostrando di essere in grado di affrontare queste situazioni climatiche che non sono neanche più dei cambiamenti, ma la realtà attuale”.

Altro problema di questa annata sono state le malattie fungine, a cui i viticoltori hanno saputo rispondere con risultati apprezzabili grazie a trattamenti sempre più mirati e precisi. “Per questo in Veneto si attendono rese produttive in leggero aumento, così come la produzione complessiva, anche per l’incremento delle superfici vitate” chiosa Dell’Acqua.

Vendemmia 2023 grandine

grandine, flagello per i vigneti

VENETO, PERONOSPORA E MALTEMPO NON FRENANO LA PRODUZIONE
Nelle aziende che applicano la difesa integrata, i danni causati dalla peronospora sulla vendemmia 2023 sono stimabili nell’ordine del 5/10% di perdita quantitativa, mentre nelle aziende che applicano il metodo di coltivazione biologica tali perdite sono state superiori, per lo più comprese tra il -10/20%. Superiore al 2022 anche l’incidenza di altre fitopatie come il mal dell’esca e la botrite, mentre la flavescenza ha avuto un incremento meno significativo. La grandine ha colpito duramente diversi areali produttivi, con perdite della produzione che hanno raggiunto anche il 20%.

Nel complesso, in virtù di una maggiore fertilità delle gemme e un maggiore ingrossamento degli acini per le buone disponibilità idriche, in Veneto ci si attende un aumento delle rese produttive per la maggior parte delle varietà in tutte le province. E di conseguenza, considerando anche l’entrata in produzione di nuove superfici vitate, la produzione complessiva di uva raccolta in Veneto dovrebbe salire a circa 15,9 milioni di quintali, in crescita del +5/6%.

veneto colline prosecco

le colline del Prosecco, patrimonio Unesco

FOCUS PROVINCE: BENE VERONA E VICENZA
Nella provincia di Belluno la produzione viene prevista sostanzialmente in linea con quella dello scorso anno (+2/3%), salvo nelle zone colpite da grandinate.

A Padova e Rovigo invece le previsioni sono più ottimistiche e ci si attende una produzione superiore del +10% rispetto al 2022 per le principali varietà. Fanno eccezione, nella provincia di Rovigo, il Merlot, la cui resa dovrebbe essere invariata, e il Pinot grigio, per cui si prevede una minor produzione (-10%) a causa degli estirpi dovuti agli attacchi di flavescenza dorata.

Nella provincia di Treviso ci si attende un incremento della produzione di Glera (+10%) e invece una riduzione dei quantitativi dei vitigni a bacca rossa (-3/5%), più elevati per le varietà non Doc/Docg, non tanto per questioni fenologiche e climatiche (fatte salve le zone colpite da eventi grandigeni) ma per scelte imprenditoriali che prediligono l’impianto di vitigni a bacca bianca.

A Venezia, ottima fertilità, numero di grappoli e ingrossamento degli acini fanno prevedere un aumento produttivo soprattutto per Glera e Chardonnay, mentre più stabile dovrebbe essere la produzione delle varietà a bacca nera, sempre fatto salvo gli areali danneggiati dalla grandine.

Gli stessi effetti positivi, a cui si aggiunge l’entrata in produzione di nuove superfici vitate, si prevede sosterranno la produzione in maniera più significativa anche nelle province di Vicenza e Verona. A Vicenza è atteso un aumento dei quantitativi raccolti di circa il +15% per tutte le varietà, mentre a Verona l’incremento di produzione dovrebbe attestarsi a circa il +10% per i principali vitigni coltivati e al +5/7% per le varietà minori, sia bianche che nere.

Nel Nordest, nelle due provincie autonome di Trento e Bolzano, ci si attende una maggior produzione di circa il +10/15%, da un lato per le condizioni meteorologiche più favorevoli rispetto al 2022 e dall’altro per l’entrata in produzione di nuovi vigneti. Quest’ultimo aspetto ha invece inciso poco o per nulla sui risultati previsti nella regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, dove la produzione è attesa in crescita del +5/10%, esclusivamente per l’andamento climatico, laddove non si sono avuti fenomeni grandigeni o problematiche fitosanitarie (peronospora).

vendemmia 2023 raccolta uva

vendemmia 2023 ai nastri di partenza

 

 

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