Wine Spectator: Brunello di Montalcino 2018 di Argiano è Wine of The Year 2023

di Giambattista Marchetto

Il Brunello annata della storica tenuta acquisita dieci anni fa dal finanziere brasiliano Andrè Santos Esteves e guidata da Bernardino Sani indicato come miglior vino del mondo dalla prestigiosa rivista americana Wine Spectator.

Ancora un Brunello di Montalcino sul podio della prestigiosa classifica di Wine Spectator. E se lo scorso anno il Brunello di Montalcino Riserva 2016 della Fattoria dei Barbi si era piazzato sul secondo scalino, quest’anno è Argiano a scalare l’ambita graduatoria arrivando direttamente in vetta.

Il Brunello di Montalcino 2018 della storica tenuta ilcinese è stato infatti valutato come miglior vino del mondo sul mercato nel 2023, diventando così il secondo Brunello ad aggiudicarsi il riconoscimento più ambito a livello globale, dopo l’affermazione del Tenuta Nuova di Casanova di Neri nel 2001.

Il Brunello di Montalcino 2018 di Argiano è il quinto Wine of The Year nella storia (tutta toscana) dell’Italia premiata da Wine Spectator.

La qualità stellare dell’Argiano Brunello di Montalcino 2018 – si legge nella presentazione della rivista statunitense – è frutto di oltre 10 milioni di dollari di investimenti realizzati nella tenuta in un decennio. Segno che nel mondo del vino, un cambio di proprietà o di paradigma stilistico può portare enormi benefici.

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il Brunello di Montalcino 2018 di Argiano

BERNARDINO SANI: “UN RICONSOCIMENTO AL GRANDE LAVORO DI SQUADRA”
È una soddisfazione enorme”, dichiara l’amministratore delegato di Argiano Bernardino Sani, sorpreso (ma non troppo) dalla notizia mentre di trova a Città del Messico. “È un risultato che nasce da un grande lavoro di squadra e un grande riconoscimento per noi, per la proprietà che ha creduto in questo progetto e per un territorio di cui questo vino racconta la bellezza e la vocazione vinicola”, specifica l’enologo/manager senese a cui il finanziere brasiliano Andrè Santos Esteves ha affidato la tenuta dopo l’acquisizione di una decina di anni fa.

Noi per primi crediamo in questo Brunello – aggiunge – e la qualità nasce da un percorso che nasce veramente dal vigneto. Dieci anni fa abbiamo iniziato una riqualificazione dei vigneti, con una microzonazione dei nostri migliori impianti e con un percorso di migliorie in cantina. Tutto questo per fare un vino che sia nello stile uno specchio del territorio e dell’annata”.

Sani si è sentito con Esteves dopo l’annuncio di Wine Spectator e riferisce di una telefonata emozionante. “Abbiamo parlato ed era al settimo cielo – rivela – Si è anche commosso, perché i tempi del vino possono essere molto lunghi e in fondo lui ha realizzato l’acquisizione dieci anni fa, dunque questo grande riconoscimento è arrivato a compimento di un lavoro lungo”.

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Bernardino Sani, amministratore delegato di Argiano

Nonostante il grande entusiasmo, Bernardino Sani tiene i piedi per terra. “Rimaniamo umili”, scherza, e poi aggiunge l’intenzione di “continuare a lavorare tranquilli”.

Il problema, per i fan dei vini firmati Argiano, è che se il Vigna del Suolo era diventato praticamente introvabile, ora anche il Brunello annata andrà bruciato. “Probabilmente sarà così – ammette senza nascondersi Sani – perché ho già il telefono bollente per le chiamate di tutti quelli che mi chiedono di averne una assegnazione. È davvero pazzesco l’effetto potente che ha questo riconoscimento. Wine Spectator è una macchina da guerra. Certo, me lo avevano detto, ma ora posso confermare che la situazione è incredibile”. E nel frattempo guarda alla forza della denominazione, rimarcando come “in un momento di difficoltà dei mercati su scala mondiale, è importante che arrivi un riconoscimento come questo per Montalcino”.

BINDOCCI (CONSORZIO): “RICONOSCIMENTO ENORME PER LA DENOMINAZIONE”
Siamo felici per l’azienda – dichiara a caldo il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino Fabrizio BindocciQuesto premio, che vede per il secondo anno consecutivo la presenza di un Brunello sul podio di Wine Spectator, rappresenta un enorme riconoscimento per tutta la denominazione e conferma da una parte il rapporto virtuoso di Montalcino con gli investitori stranieri, dall’altra la capacità delle nostre imprese di esprimere la massima qualità anche in annate spesso accolte tiepidamente dalla critica”.

il presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci

il presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci

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