UIV: “50 milioni etichette vino già stampate, cavillo Ue dannoso”

di Antonio Tosi

UIV chiede una riforma urgente delle linee guida sull’etichettatura dei vini varata dall’Ue, definendola non a norma. Critici anche Consorzi Prosecco Doc e Asti Docg.

Sono oltre 50 milioni le etichette di vini italiani già stampate secondo il modello inizialmente condiviso e poi sconfessato dalle linee guida della Commissione Ue rese note la scorsa settimana. Un quantitativo che ormai rende impossibile per i produttori procedere, nelle tempistiche di legge, con adeguamenti, ordini e ristampe“.

Lo afferma Unione Italiana Vini (UIV), che torna sull’intervento, definito intempestivo, della Commissione, che pochi giorni fa ha cambiato le carte in tavola a 2 anni dalla stesura del regolamento comunitario (2021/2117) e ad appena 2 settimane dal varo della nuova etichettatura europea (8 dicembre), sottolineando come la decisione costituisca un danno imprevisto e importante per il settore.

UIV rileva inoltre che le precisazioni fatte dal portavoce Agricoltura della Commissione, Olof Gill, non soddisfano le imprese del vino e non risolvono il caos determinato dall’ultimo cavillo voluto dall’esecutivo europeo (la parola “ingredients” anziché l’acronimo “i” a fianco al QR code sulla lista degli ingredienti).

Secondo Unione Italiana Vini e Comitato Europeo delle Aziende Vitivinicole (Comité Vins – CEEV), la nuova interpretazione fornita dall’istituzione si presta a diverse violazioni, a partire dal testo legislativo, poiché non spetta alla Commissione apportare nuove norme a livello di orientamento interpretativo.

In aggiunta, sempre a parere delle due associazioni si prospetta una violazione dei principi generali dell’Ue, come la certezza del diritto e la proporzionalità: sottolineano come sia infatti giurisprudenza consolidata che gli enti non possano adottare nuovi obblighi senza un termine ragionevole per attuarli.

C’è poi, secondo UIV e CEEV, una violazione delle norme procedurali: “imporre una diversa interpretazione del regolamento a pochi giorni dall’adozione della norma – dicono – lede infatti il principio comunitario inserito nel programma di lavoro della Commissione che ha come obiettivo la riduzione degli oneri amministrativi inutili. Con buona pace di milioni di etichette già stampate, in buona fede e nel rispetto della legislazione, destinate al macero“.

Atteggiamento, questo, ritenuto contrario anche alle politiche sulla tutela dell’ambiente.

Per tali motivi UIV chiede un’immediata sospensione in merito alla principale criticità contenuta nelle linee guida della Commissione (Q&A n.38), al fine di rivederne il contenuto e garantire certezza giuridica alle imprese.

Contestualmente, sarà necessario ottenere il consenso all’utilizzo di tutte le etichette stampate prima della pubblicazione delle linee guida e fino a esaurimento scorte.

Sulle nuove linee guida Ue relative all’etichettatura non lesina critiche nemmeno Stefano Zanette, presidente del Consorzio di Tutela della DOC Prosecco

Stefano Zanette, presidente del Consorzio di Tutela Prosecco Doc

Sulle nuove linee guida Ue relative all’etichettatura non lesina critiche nemmeno Stefano Zanette, presidente del Consorzio di Tutela della DOC Prosecco: “non c’è limite al peggio! – tuona – Il nostro sistema produttivo è già stato vessato dalla circostanza che i nostri vini, che concluderanno il processo di spumantizzazione dopo il 7 dicembre prossimo, dovranno essere immediatamente assoggettati alla nuova normativa, anticipando di circa un anno la sua applicazione rispetto alle altre produzioni enologiche. Ma ora, l’indicazione di riportare la scritta ‘ingredienti’ sotto al QR code, appare non solo irrazionale ma anche contraria ad ogni più elementare principio di sostenibilità. Molte aziende, infatti, hanno per tempo deciso di adeguarsi alla nuova normativa, mandando in stampa decine di milioni di etichette in ottemperanza alle prescrizioni del nuovo regolamento che, a quindici giorni dalla sua entrata in vigore, trova nelle FAQ emanate dalla Commissione un’interpretazione estensiva che rischia non solo di costringere le aziende a cestinare quanto fatto ma, peggio ancora, di non consentire loro di disporre delle ‘nuove’ etichette per soddisfare la domanda di Prosecco, in uno dei momenti cruciali per la commercializzazione delle nostre produzioni“.

Da europeista convinto – conclude Zanettenon posso che dirmi sconcertato per questo atteggiamento che, da un lato, non giova ad alcuno e, dall’altro, mortifica quanti, con il loro lavoro e il loro impegno, ritenendo di doversi adeguare alla norma, si sentono presi in giro da chi, con molta probabilità, non ha nemmeno avuto la compiacenza di cercare di capire la complessità del nostro sistema produttivo, rendendosi refrattario ad ogni possibile soluzione alternativa”.

Un cavillo inserito dalla Commissione Ue rischia di compromettere la corretta evasione degli ordini di Asti Spumante e Moscato d’Asti, per le prossime Festività. Sono infatti circa 20 milioni le nuove etichette già stampate che a oggi risultano inservibili” commenta il presidente del Consorzio Asti Docg, Lorenzo Barbero.

Secondo il Consorzio, le imprese della denominazione da tempo avevano provveduto a uniformarsi al regolamento anche in vista della campagna natalizia, poi si è verificato il dietrofront dell’esecutivo europeo sulle nomre per l’etichettatura dei vini.

Come UIV e Consorzio Prosecco Doc, anche il Consorzio Asti Docg chiede alle istituzioni italiane e a quelle Ue di attivarsi con estrema urgenza al fine di risolvere una situazione di grave empasse, ripristinando quella certezza giuridica alla base degli obiettivi comunitari.

Serve a questo punto ottenere da Bruxelles il consenso all’utilizzo, fino a esaurimento scorte, delle etichette stampate prima della pubblicazione delle linee guida.

Si rischia altrimenti di mettere in difficoltà la campagna per le festività e l’economia di un territorio con oltre mille aziende consorziate e 10 mila ettari di vitigno per una produzione di oltre 100 milioni di bottiglie, in buona parte commercializzate sotto Natale.

Il Consorzio Asti Docg lamenta circa 20 milioni di nuove etichette già stampate che a oggi risultano inservibili

il presidente del Consorzio Asti Docg Lorenzo Barbero