Cavit, fatturato in leggera crescita a 267,1 milioni

di redazione

L’Assemblea dei soci Cavit ha approvato il bilancio 2022/2023. Recupero (+0,9%) dopo la lieve flessione (-2,3%) dello scorso anno. Export stabile (76% del volume d’affari) nonostante crescita inflazione.

Possiamo ritenerci soddisfatti del livello delle liquidazioni che anche quest’anno abbiamo potuto garantire alle cantine associate, nonostante la flessione dei consumi e il forte impatto dei costi dell’energia e delle materie prime. Il nostro modello cooperativo si basa su una rete di impresa che coniuga la dedizione dei viticoltori, impegnati nelle pratiche sostenibili, le competenze delle cantine e il decisivo supporto del Consorzio Cavit. In questi tempi difficili, questo approccio integrato è stato più che mai fondamentale, assicurando cooperazione e stabilità a prescindere dalla situazione contingente”.

Il presidente di Gruppo Cavit Lorenzo Libera commenta positivamente il consuntivo 2022-2023 approvato in Assemblea, che segna un leggero incremento nel fatturato (+0,9%) dopo la flessione, seppur lieve, dello scorso anno, grazie soprattutto a politiche di diversificazione per linee di prodotto, canali di vendita e aree geografiche, nonché a un approccio che preme sull’acceleratore verso la sostenibilità e l’innovazione.

Capacità di adattamento e flessibilità ci hanno permesso di mantenere un risultato più che soddisfacente in uno scenario complesso, che ha visto la concomitanza di due fenomeni contrastanti: la flessione dei consumi e il contemporaneo aumento dei costi – evidenzia il dg Gruppo Cavit Enrico ZanoniCi attendono sfide importanti nei prossimi anni. La solida base patrimoniale e strutturale rappresenta un asset fondamentale per il nostro gruppo, su cui dovremo continuare a sviluppare valore, potenziando ulteriormente la nostra capacità di innovazione e la capacità di adattamento ai fenomeni complessi con prontezza e agilità”.

FATTURATO IN CRESCITA A 267,1 MILIONI
Il bilancio 2022-2023 di Cavit vede un fatturato consolidato cresciuto dello 0,9% rispetto all’esercizio precedente, nonostante gli importanti aumenti del costo dei materiali di confezionamento (in particolare i vetri) e dell’energia, solo parzialmente recuperati da aumenti di listino, con conseguente riduzione dei margini disponibili.

Per quanto riguarda i risultati della capogruppo Cavit Sc, dopo l’impennata del +20% dell’esercizio 2020-2021, il fatturato – come previsto in sede di budget – ha registrato una contenuta contrazione (-1,9%) rispetto alla tornata precedente.

Risultati che rimangono comunque superiori al periodo pre-pandemia (+14% rispetto all’esercizio 2019-2020).

Prosegue inoltre il trend positivo delle linee di spumantistica del gruppo, con risultati soddisfacenti per il brand premium Altemasi Trentodoc, e una crescita sostenuta per Cesarini Sforza Spumanti e Kessler Sekt, che hanno tutti beneficiato del ritorno dei consumi fuori casa, del buon andamento del comparto spumantistico e, nel caso di Cesarini Sforza, dell’allargamento distributivo ottenuto grazie al supporto della controllante.

Cavit si conferma inoltre gruppo ben patrimonializzato, con un patrimonio netto di 113,5 milioni di euro.

Anche la posizione finanziaria netta resta positiva, con 24,5 milioni di euro, al di sopra del dato pre-covid.

Cavit si conferma gruppo ben patrimonializzato, con un patrimonio netto di 113,5 milioni di euro.Anche la posizione finanziaria netta resta positiva, con 24,5 milioni di euro, al di sopra del dato pre-covid.

il presidente di Cavit Lorenzo Libera (foto Daniele Panato/Agenzia Panato)

STABILE L’EXPORT AL 76% DEI VOLUMI
L’export continua a rappresentare più del 76% del giro d’affari del Gruppo, pur in un contesto di calo generalizzato della domanda in tutti i principali paesi importatori.

In particolare, in nord America – che rappresenta il più importante mercato di consumo del vino al mondo e il principale mercato di sbocco per Cavit – la contrazione dei consumi di vino sta progressivamente assumendo carattere strutturale per effetto dei mutati gusti e stili di consumo delle nuove generazioni, che preferiscono altre tipologie di prodotti quali spirits, ready to drink e novità quali gli hard seltzer.

Rallentamento dei consumi di vino che si conferma anche sui mercati europei e in quelli asiatici, dove soprattutto il mercato cinese continua il trend negativo degli ultimi anni, senza segnali di controtendenza nel breve periodo.

Negli Stati Uniti, come lo scorso anno, il marchio Cavit ha continuato comunque a reagire meglio del mercato, con un +1,9% a valore rispetto alla media generale del -1,9%.

In Italia, secondo mercato di sbocco per il Gruppo Cavit dopo gli Stati Uniti, il bilancio 2022-2023 parla di un giro d’affari complessivo che continua invece a rappresentare il 24% del consolidato.

INVESTIMENTI IN SOSTENIBILITÀ E INNOVAZIONE
Sostenibilità e innovazione sono due parole chiave per Cavit: al centro del programma di sostenibilità, continua il ruolo portante della piattaforma tecnologica PICA, che dal 2010 evolve per indirizzare le pratiche di viticoltura integrata, di precisione e smart.

A questa si uniscono la certificazione ISO 14.001 per il sistema di gestione ambientale, il conseguimento della certificazione SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata) e l’adesione al “Protocollo per una produzione viticola di qualità in Trentino”.

Anche sul fronte delle operations, Cavit adotta pratiche di gestione sostenibile, quali la riduzione dell’uso di risorse naturali, il ricorso a fonti di energia rinnovabile, il riciclo e il riutilizzo dei materiali, nonché la limitazione delle emissioni di gas serra.

Prosegue inoltre la collaborazione strategica con le Fondazioni Edmund Mach e Bruno Kessler che supporta programmi di ricerca pluriennali orientati al miglioramento dei processi produttivi e al rispetto ambientale.