Masaf firma decreto proroga etichette vino, plauso UIV, Federvini e Coldiretti

di redazione

Apertura al mondo del vino: il Masaf emana il decreto che posticipa l’applicazione delle norme europee sull’etichettatura. Salve 50 milioni di bottiglie. Ora la palla passa alla Ue.

UIV e Coldiretti, ma anche Federvini, plaudono alla firma da parte del ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida del decreto che posticipa l’introduzione e l’applicazione della normativa europea sul cambio di etichettatura del vino, permettendo l’utilizzo e l’esaurimento delle etichette già in magazzino.

Si salvano così dal macero 50 milioni di bottiglie, in attesa che la Ue decida di rivedere le linee guida “last minute” varate nei giorni scorsi e che hanno generato una babele interpretativa in cui ogni stato esprime una propria lettura, determinando così una mancata armonizzazione delle regole di mercato.

Apprezzo il grande supporto del ministro Lollobrigida che si è impegnato in prima persona a risolvere questo scottante tema, a partire, già oggi, dalla firma del decreto di proroga delle etichette precedentemente stampate – afferma il presidente UIV Lamberto FrescobaldiAl contempo, accolgo con favore l’intenzione del ministro di portare il dossier al prossimo Agrifish previsto il 10 e l’11 dicembre. Serve anche in ambito comunitario un’immediata sospensione in merito alla principale criticità contenuta nelle linee guida della Commissione, al fine di rivederne il contenuto e garantire certezza giuridica alle imprese. Contestualmente, sarà necessario ottenere il consenso all’utilizzo di tutte le etichette stampate prima della pubblicazione delle linee guida e fino a esaurimento scorte. Ricordo che il Regolamento comunitario pubblicato due anni fa definiva regole che ora sono state rimesse in gioco da una burocrazia che anziché andare incontro alle imprese le ostacola”.

il ministro Francesco Lollobrigida ha firmato il decreto che posticipa l'introduzione e l'applicazione della normativa europea sul cambio di etichettatura del vino, permettendo l'utilizzo e l'esaurimento delle etichette già in magazzino

il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida

Con il decreto firmato dal ministro Lollobrigida sono salve cinquanta milioni di etichette per il vino Made in Italy messe a rischio dalle nuove norme Ue – sottolinea ColdirettiUn problema subito denunciato dalla nostra associazione a tutela di un settore già colpito dall’impennata del costo del vetro cavo per le bottiglie che hanno fatto segnare un aumento che ha raggiunto il 58% nell’arco di 18 mesi e che mette a rischio la competitività del vino italiano sul mercato nazionale ed estero dove per la prima volta dopo oltre un decennio sono calate le vendite in valore (-1%). Non a caso l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’istruttoria per una presunta intesa restrittiva della concorrenza nella vendita delle bottiglie di vetro”.

Non si tratta peraltro della prima ‘grana’ – ricorda Coldiretticausata al vigneto Italia dalle politiche adottate dall’Unione Europea. Si va dalla scelta della Commissione di dare il via libera all’introduzione di etichette allarmistiche sul vino decisa dall’Irlanda alla decisione della Ue di autorizzare nell’ambito delle pratiche enologiche l’eliminazione totale o parziale dell’alcol anche nei vini a denominazione di origine, dalla pratica dello zuccheraggio fino al vino senza uva con l’autorizzazione alla produzione e commercializzazioni di vini ottenuti dalla fermentazione di frutti diversi dall’uva come lamponi e ribes molto diffusi nei paesi dell’Est”.

Ma a pesare, secondo l’associazione, sono anche i rischi legati alle richieste di riconoscimento di denominazioni che evocano le eccellenze Made in Italy, come nel caso del Prosek croato, un vino dolce da dessert tradizionalmente proveniente dalla zona meridionale della Dalmazia, contro la cui domanda di registrazione tra le menzioni tradizionale l’Italia ha fatto ricorso, in virtù del fatto che potrebbe danneggiare il Prosecco.

Il vino rappresenta un patrimonio del Made in Italy anche dal punto di vista occupazionale che va difeso dai tentativi di colpevolizzarlo sulla base di un approccio ideologico che non tiene contro di una storia millenaria che ha contribuito non solo a far grande il nostro agroalimentare, ma si inserisce appieno nella Dieta Mediterranea che in questi anni ha visto gli italiani primeggiare per longevità a livello europeo e mondiale” conlcude il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

Anche Micaela Pallini, presidente di Federvini esprime soddisfazione per l’impegno del ministro Lollobrigida nel procrastinare l’applicazione delle nuove norme comunitarie di etichettatura dei vini. “Una risposta istituzionale tempestiva – dichiara – che dimostra la comprensione dell’impatto economico che la misura avrebbe prodotto e che riconosce l’impegno diligente delle imprese del comparto vitivinicolo italiano che da tempo avevano provveduto ad allinearsi alle richieste della Commissione europea”,