Etichetta nutrizionale, Italia e Spagna dettano i principi

di Antonio Tosi

Scienziati italiani e spagnoli hanno stilato un decalogo dei principi che l’etichetta nutrizionale front-of-pack dovrebbe contenere per aiutare i consumatori verso scelte consapevoli.

Un pool di scienziati italiani e spagnoli ha stilato un decalogo di principi che un’etichetta nutrizionale front-of-pack dovrebbe avere per creare una base comune e aiutare i consumatori a fare scelte consapevoli verso diete più salutari.

Il documento è stato siglato all’Università Sapienza di Roma durante l’incontro Principles for the definition of front-of-pack nutritional labels (FOPNLs). Italian and Spanish researchers workshop.

I principi individuati sono fondati su un approccio di tipo informativo in conformità con le linee guida della Commissione europea, volte a incentivare i consumatori ad adottare un’alimentazione sana per contrastare l’elevata incidenza/prevalenza di malattie cronico-degenerative non trasmissibili.

Si tratta di una logica che non è basata sull’imposizione di una regola, ma sulla comprensione della stessa.

La FOPNL (Front-of-pack Nutrition Labelling) direttiva, infatti, richiede solo di seguire “passivamente” le indicazioni mentre la FOPNL informativa necessita di informazione, educazione e capacità di giudizio.

Il vantaggio è quello di favorire un empowerment del consumatore che può essere messo in condizione di capire come organizzare la propria alimentazione in modo efficace.

Fornire informazioni ai consumatori su ciò che costituisce un’alimentazione sana, infatti, può influenzare positivamente le abitudini alimentari.

Per i ricercatori italiani e spagnoli i FOPNL informativi hanno il vantaggio di situare le informazioni sull’etichetta in un contesto dietetico più ampio di assunzione giornaliera, aprendo così una prospettiva nutrizionale più completa sull’equilibrio generale e includendo tutti gli alimenti nella dieta dei consumatori nelle quantità adeguate al fine di evitarne il consumo eccessivo.

Posto che nessun singolo alimento può rappresentare né un rischio né un beneficio per la salute, i FOPNL dovrebbero sottolineare positivamente l’importanza di modelli alimentari che abbiano una comprovata salubrità, valorizzando le tradizioni alimentari, le abitudini e gli aspetti socioculturali dei territori locali.

L’obiettivo è promuovere la corretta combinazione di vari alimenti al fine di selezionarli in base alle specifiche esigenze individuali.

Per individuare i 10 principi da inserire nell’etichetta nutrizionale front-of-pack degli alimenti vanno prima corrette altrettante

frutta e verdura, tra gli alimenti alla base di diete sane ed equilibrate

LACUNE DA COLMARE
Per individuare i 10 principi da inserire nell’etichetta nutrizionale front-of-pack degli alimenti vanno prima corrette altrettante “lacune” che le etichette di tipo direttivo presentano ad oggi.

Nello specifico, l’arbitrarietà dell’algoritmo: i sistemi “direttivi” (e in particolare il Nutriscore) spesso valutano il valore nutritivo degli alimenti attraverso algoritmi arbitrari o non ben definiti; lo standard di riferimento non reale: i sistemi “direttivi” si basano su una quantità standard di cibo (100g o 100ml) quasi mai corrispondente alle porzioni abitualmente consumate; la limitatezza dell’algoritmo: il risultato finale (colore o lettera) è la combinazione (non nota) di diverse informazioni; la perdita di informazioni soprattutto per le categorie di consumatori più fragili; la limitatezza dei parametri considerati con prevalenza di quelli ritenuti negativi; il basso potenziale educativo: le indicazioni portano a non consumare un determinato alimento piuttosto che ad acquisire un comportamento alimentare “corretto”; la diminuzione dell’efficacia nel tempo di messaggi “negativi”; l’effetto “alone” con sovrastima dell’effetto positivo di alimenti etichettati “verdi”; l’approccio semplicistico che basa il ragionamento su alimenti da consumare o da evitare e non è in grado di promuovere modelli alimentari per i quali abbiamo un’evidenza di efficacia nella prevenzione delle malattie cronico-degenerative; la mancanza di evidenze scientifiche sulla reale efficacia: le evidenze attuali mostrano un effetto sul “consumo” di alcuni alimenti, ma non sull’impatto che hanno sulla “salute” dei consumatori.

Secondo Michele Carruba, direttore del Centro di Studio e Ricerca sull’Obesità dell’Università degli Studi di Milano “nessun sistema sanitario potrà far fronte all’incremento dei problemi di salute come ad esempio l’obesità se non si interviene preventivamente. L’educazione alimentare e lo stile di vita risultano determinanti. Agire su questi due aspetti, a partire dall’infanzia, è molto importante per aiutare le persone. Una di queste risposte può essere l’etichettatura dei prodotti alimentari per rilevare l’impatto sulla salute di determinati alimenti. L’obiettivo è mettere in condizione le persone di decidere cosa sia opportuno o meno mangiare“.