La promozione internazionale di Vinitaly riparte dal Far East

di redazione

Vinitaly Preview 2024 è partito da Corea del Sud e Giappone (il 15 gennaio). Seoul segna un +131% di import di vino italiano tra il 2019 e il 2022, Il Giappone importa per oltre 200 milioni l’anno.

È l’Estremo Oriente la prima destinazione di Vinitaly Preview 2024, il programma di promozione internazionale della manifestazione di bandiera del vino made in Italy che sbarca prima a Seoul e poi a Tokyo lunedì 15 gennaio per incontrare oltre 100 operatori e professionisti del settore.

Due tappe in un mercato sempre più strategico per i vini italiani di qualità: le importazioni in Corea del Sud (favorite da un rilevante aumento del reddito pro-capite) sono più che raddoppiate tra il 2019 e il 2022, periodo in cui i vini italiani hanno registrato un balzo del +131%.

Qui l’Italia rappresenta però solo il terzo fornitore, con una quota di mercato (15%) dimezzata rispetto alla Francia.

Un dominio che si riscontra anche in Giappone, dove quasi 6 bottiglie importate su 10 sono francesi e dove le etichette made in Italy conquistano solo la medaglia d’argento con il 12% del mercato.

Ciononostante, con importazioni per oltre 200 milioni di euro l’anno, il Giappone è storicamente il principale partner del vino italiano in Asia.

Le vendite nel Paese sono sempre più orientate verso prodotti di qualità, e oltre l’80% delle importazioni è rappresentato da vini Dop e Igp (dati Osservatorio UIV-Vinitaly).

I due appuntamenti targati Vinitaly nel Far East rappresentano le tappe di ripartenza della staffetta in 10 mercati strategici della domanda di vino italiano all’estero partita a ottobre 2023, una maratona internazionale che quest’anno, dopo Corea del Sud e Giappone, volerà in Svezia, Austria, Regno Unito e Belgio.

Queste iniziative si inseriscono nel più ampio piano di internazionalizzazione di Vinitaly, che prevede rassegne e roadshow per un totale di 19 eventi in 14 paesi.

Ripartiamo con il format che negli ultimi anni ci ha consentito di intercettare operatori, stakeholder e professionisti stranieri altamente qualificati – commenta Federico Bricolo, presidente di Veronafiere –, in un’area geografica molto interessante per il vino italiano ma dove soffriamo ancora troppo il confronto con i competitor francesi”.

Il Far East è un mercato sempre più strategico per i vini italiani di qualità

il vino italiano, tra i più apprezzati anche in Estremo Oriente